Category Archives: libri

#torino e’ #casamia Giuseppe Culicchia

Casa mia e’ sulle spallette dell’Arno, sulla collina che porta a Gløshaugen, a Marina di Pisa, a San Rossore, al Parco di Ila. Casa mia e’ dentro casa mia con le tende di lino, le foto dei bimbi e dei morti nelle cornici di argento, gli armadi dell’IKEA e una grande fotografia Moltu che mi ritrae in grembiule 10 anni piu’ giovane. Ma c’e’ un posto che non e’ casa mia, ma dove mi sento me stessa, dove posso camminare sola per ore cantando dentro di me “questa notte questa citta’ mi sembra bellissima”. Sono arrivata a Torino nei primi anni 90 quando arrivavano i cinesi e gli albanesi. Me ne sono andata prima che arrivassero i 100.000 rumeni e recentemente sono tornata e ho trovato il libro “Torino e’ casa mia”. Idea geniale di Culicchia di paragonare la citta’ a una casa e di narrare una citta’ e i suoi cittadini che avranno fatto l’Italia ma tanto sono diversi dallo stereotipo di italiano. Tanto Torino e’ diversa da Pisa, somiglia piu’ a Oslo nella mia mente poco geografica e piena di parole, di ricordi, di pagine. Bel libro lo consiglio a tutti quelli che amano Torino o che vogliono amarla. 12145181_1680399178872247_1812469785_n

@Dariabignardi Santa degli impossibili #disappointed

You must be nerd to sit in an attic in Barcelona and write a book review. I am nerd.

Ho letto la Santa degli impossibili e sono delusa per tre motivi. Uno, l’ho letto in un’ora e non mi e’ restato niente. Due, l’inizio era bello e per questo l’ho comprato. Tre, gli altri che ho letto mi erano piaciuti. L’acustica perfetta mi era piaciuto molto. Ora che ci ripenso l’unico che ricordo bene e’ l’acustica perfetta, gli altri e’ come bere un bicchier d’acqua, ti disseti li’ per li’ ma non ti resta nulla.

Un karma pesante
Non vi lascerò orfani
L’acustica perfetta
L’amore che ti meriti

Così è la vita @concitadeg

Cosi’ e’ la vita

Primo libro delle vacanze letto. In aereo, leggendo mi sembrava di ascoltare un’amica coetanea che ha visto morire amici e genitori ma non cede alla malinconia. Certe frasi mi sembrava di averle pensate io. Non si deve aver paura della morte se si vuole amare la vita. E non si deve nascondere la morte ai bambini. Sara’ che il giudice De Gregorio, la cui bara compare all’inizio del libro era un amico del mio babbo e era cosi’ buffo, che anche pensarlo da morto, mi vengono in mente le sue battute. Cosi’ e’ la vita. Che brava Concita saper scrivere cosi’ di morte e di vita.

L’amica geniale – My Brilliant Friend – Mi briljante venninne

  • L’amica geniale
  • English translation: My Brilliant Friend
  • Nynorsk Mi briljante venninne

Letizia’s score 9.5/10 – I love it. I have already started Storia del nuovo cognome, L’amica geniale volume 2. I am almost happy to have a cold and I have to be inside and read the whole day 🙂

I grew up 20 years later and 500 Km north from the places narrated in the book. Still a lot of memories come up. It is a journey in the past, Italy, the mystery of friendship, the power of education. I recomend to everybody. And I will read it again in nynorsk – sometimes 🙂

 

Storia del nuovo cognome – mentre leggo gia’ Storia di chi parte e di chi resta, ecco i miei commenti al secondo libro della quadrilogia. Costruito sullo schema di Anna Karenina, il libro parte in tante direzioni. Elena va a Pisa e mi colpise che l’autore conosce meglio Pisa di Napoli. Lila si sposa bambina, diventa amante di Nino. Oh come mi sta antipatico Nino, e Nino e i figli di lui veri e presunti spuntano fuori in tutto il volume. Lila diventa ricca e bella e qualche cinquantina di pagine dopo povera e brutta. Si capisce che la salveranno i calcolatori. Forse l’autore ci vuol far capire che Lila ha tendenze Asperger. Anche Elena e’ ossessiva nello studio, studia ma non impara a vivere. Comincio a pensare che l’autore non sia un autore o un’autrice ma un gruppo di persone, coordinate da un deus ex machina che ha preparato uno schema. Certe pagine sono bellissime, altre mi annoiano, comincio gia’ un po’ a mescolare il secondo con il terzo.

#lamorechetimeriti @dariabig #recensione #italiano

Di Daria Bignardi ho gia’ letto

  1. Non vi lascerò orfani, 2009.
  2. Un karma pesante,  2010.
  3. L’acustica perfetta, 2012 vedi blog post

I primi due mi erano piaciuti ma non avevo ancora la passione per le recensioni e cosi’ per scriverne una recensione li dovrei rileggere. Mi fermo a scrivere una recensione quando mi manca 20% a finire il libro per fare una pausa e non finirlo subito. E per non svelare la fine.

Il Kindle mi ha cambiato la vita perche’ una domenica di inverno come ieri posso dire – oggi mi compro un libro in italiano e me lo leggo tutto. A chi ha Feltrinelli sotto casa questo sembra una cosa normale come aprire il rubinetto e bere un bicchier d’acqua per chi ha il rubinetto e il bicchiere. Ma io che vivo al 60 parallelo da venti anni e prima i libri in italiano li dovevo trasportare, chiedere, aspettare, ordinare, questo e’ per me un lusso come se dal rubinetto ci uscisse il prosecco o il vino novello, o il succo di limone appena spremuto.

L’amore che ti meriti e’ un inno a Ferrara. Citta’ che io ho visitato in gita scolastica nel 1982. Anche noi come la protagonista prendemmo in treno da Bologna a Ferrara. Anche a me Ferrara sembro’ tanto distante e diversa da Bologna, io la paragonai a Lucca.

La Bignardi scrive come vorrei scrivere io e quando Antonia cerca lo zio Maio spero con tutto il mio cuore che lo trovi e riesco a rivedere noi a Ferrara, con Augusto sempre battagliero che mi prende in giro che non trovo il castello che ce l’abbiamo davanti. E leggo e spero che anche io rivedro’ tutti quando arrivo su al castello.

Il libro in certi punti e’ tirato via, ora e’ vero che lo devo ancora finire, ma e’ tirato via perche’ mescola il problema della droga a quello dello sterminio degli ebrei, e il figlio che non e’ forse del padre e i due Vincent che spuntano dal nulla danno uno stampo e’ un po’ caotico. Metti troppa carne al fuoco, avrei detto se a scrivere fosse stata la Laura. Pero’ Ferrara la fa vedere e vivere anche a una come me che e’ Ferrara c’e’ stata una volta in un passato remoto solo un anno dopo la strage alla stazione di Bologna e il buco alla stazione di Bologna sembrava normale, e io guarda caso avevo 17 anni  e per citare la Bignardi “Avevo diciassette anni, non lo sapevo che eravamo felici”.

#Marmor – #TorilBrekke #Italians have build the #NationalTheater @Norway

I read Marmor which I enjoy very much. I have to read slowly not to drink the 450 pages in one day. According to the book, the National Theater has been build by Italian craftsmen. What would Norway have done without us Italians? 🙂 Buon Natale God Jul enjoy holidays!

 

#books #libri #recensioni #reviews #duras #mazzantini #Martin-Lugand

In transit at Gardemoen I find time and pleasure to write about the last books I have been reading:

1.Marguerite Duras – L’Amante – very strange and almost embarassing that I had not read it before. I found it in paper version in my mother house, totally new, she must have get it with a newspaper. Written in 1984 by a woman born in 1914, a whoman who had traveld to Indocina by boat and lived 70 years of intense life, love, literature. The book is written in past, present form. It jumps from the 80’s to the 20’s, from Paris to Indocina. If my friend Laura had written it I would probably have corrected many things. This reminds me that we have just to read, admire, understand. No corrections please. YOU MUST READ IT.

2. Mazzantini – Not ti muovere. Totally unrealistic that  a father wants to tell such stories to his daughter even if only in his immagination. Anyway, pleasant reading, that I do not necessarely recomend.

3. Agnès Martin-Lugand – Les gens heureux lisent et boivent du café read in Italian not in French – it would take me a couple of years to read it in French. Impressed of the global success, I did have too high expectations and – sorry – I was a bit disappointed.

Palline di Pane #mastrocola #libro #recensione

Se non hai qualcosa di positivo da dire dovresti tacere ma dopo una dura giornata di lavoro, mentre gli uomini di casa guardano la partita, mi concedo di usare il mio blog come mi pare e piace di criticare il libro Palline di Pane. Libro che non mi piace e che non finiro’. LIbro che mi delude perche’ mi era piaciuto molto Piu’ lontana della luna ma questo mi annoia e mi suscita antipatia per la protagonista, per il marito assente, per il bimbetto asociale, persino per la capra. Non lo consiglio.