Category Archives: books

@_orhanpamuk The beauty and the beast #books

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I have read two books. The first (the beauty) is A Strangeness in My Mind by Orhan Pamuk – I read the 574  pages in Italian. It is the kind of novel I love. You learn a lot of history and culture. At the same time, it is a love novel and a family saga. I am fascinated by the similarities between this novel and Ferrante’s Neapolitan Novels. I love this one even more than Neapolitan Novels as Pamuk in my opinion guides the reader more towards beauty and love and you feel like you have lived in Instabul.
The second one (the beast) is Anne B. Ragde: «Alltid tilgivelse». I could not finish it and I am disappointed. What I dislike more are these descriptions of stink, long nails and may be even worst the bad taste of the Danish couple. It is a pity because I have liked several books by Ragde. If you know books which are similar to Pamuk’s one and preferably from other countries, please suggest them to me.  Have a nice Christmas time everybody.

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#Tappetina #imprenditrice #socialentrepreneur

Tappetina chiama, vorrebbe che scrivessi ancora di lei. Tappetina si pente di aver lasciato a altri i diritti del e-tappetino che anche lei aveva contribuito a ideare. Se avesse quei diritti, avrebbe il capitale necessario per aiutare Sissi a continuare a lavorare con l’algoritmo anti spazzatura. E Sissi che ha reso l’algoritmo disponibile al mondo intero, come fara’ a vivere della sua invenzione e per la sua invenzione?
Ho letto recentemente questo articolo sulla Stampa che potrebbe essere utile per aiutare Tappetina e Sissi a diventare imprenditrici e – allo stesso tempo – cercare di salvare il mondo. Come si dice in italiano social entrepreneur?
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@scrittorone #tappetina @amazon

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Lettera recensione affettuosa da amico scrittorone.

Ciao Letizia, ho letto il tuo libro. È una storia per adulti in forma di fiaba e questo è interessante. Si sente molto il tratto autobiografico anche se è stemperato dal fatto che la storia parla di tutte le ‘Tappetine’ del mondo e aggiungerei dei tappetini maschi che siamo e siamo stati molti di noi (io in primis). Ognuno può identificarsi nei personaggi perché ognuno anche il più sicuro di sé almeno una volta si è sentito così. Ora ti dico qualche idea che mi piacerebbe trovare nel tuo libro secondo i miei gusti personali, quindi poco oggettivi. Secondo me questa storia dovresti svilupparla, è troppo densa, concentrata. La storia dell’algoritmo anti spazzatura è solo accennata invece l’idea è bella devi valorizzarla. Anche Iva Aggressi è troppo inerte, perché non le fai fare un tentativo di impedire l’andamento a buon fine dell’algoritmo? Naturalmente il tentativo fallirà e a questo punto puoi scegliere se farla cambiare e riconoscere che il mondo senza spazzatura è una cosa buona oppure farla rimanere nella sua rancorosità e tristezza. Una cosa che è un’arma a doppio taglio è la commistione di realtà e surrealismo. C’è Livorno (merda) il porto mediceo , l’A4, Ubuntu e poi il tappeto volante. Di per sé non è un male però io riporterei tutto sul terreno del reale. L’idea dell’algoritmo contro la spazzatura può rimanere magari diventa una formula per trasformare la spazzatura in energia pulita e il tappetino volante può essere un sogno. Lo lascerei perché è bella l’idea della Tappetina che vola proprio grazie al simbolo della sua croce. In qualche punto hai degli accenni poetici interessanti (la Via dell’Amore, la Gorgona, il campanile pendente) sarebbe bello ampliarli: perché Tappetina sente la nostalgia di quei posti? Un’ultima cosa: in tutto questo il filo di ironia che pervade la tua scrittura non si deve mai perdere, è la ‘nostra’ (di noi pisani dico) caratteristica che si riconosce subito come nota originale che distingue quello che scriviamo noi da quello che scrivono gli altri. Non pretendo certo di darti consigli su come e cosa scrivere, sono solo idee buttate lì le mie e il giudizio è personale da lettore qualunque. La storia rimane interessante e scritta bene anche senza le mie idee. Un abbraccio da Pisa piovosa e buona serata. Fabrizio

Linn Ullmann – De urolige

Because of the Little Doormaid and a lot of work in the last days I had not blogged about books for a while. I have read Linn Ullmann’s De urolige in Norwegian. Some passages are poetic and the idea of transcribing the interviews with her father is good.

But. I was not able to finish the book because at a certain point the only message I was getting was “my father was Bergmann” “my mother is Liv Ullman” “my mother was the most beautiful woman in the world” “I have nine siblings” “my father was Bergmann” etc. . I understand that it must take a whole life and more than that to absorbe such an inheritance but I had enought. The connections to Trondheim,  mother town of her mother are minimal. She writes of an apartment in Skjalgssons gt. and I am not sure if she means the apartment is in Trondheim or in Oslo. Anyway, I would dream to be able to write as well as Linn Ullman, but for this time I did not finish the book.

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Historie om et ekteskap @GeirGulliksen

Ohhh det er nesten som å lese Milan Kundera igjen. For en nydelig bok. Jeg har lest 54 sider allerede i dag. Jeg klarer kanskje å lese ferdig alle de 169 sider før jeg ankommer Malaga i kveld. Malaga er jo nesten i Afrika. Jeg burde lese jobbdokumenter og jeg burde ikke blogge om bøker før jeg har lest dem ferdige, men denne er en «vakker, sørgelig og skummel kjærlighetroman». 

#GiuseppeCulicchia #Tuttigiuperterra


Trovato in biblioteca a Trondheim e letto ieri sera in tre ore. Si sono stata sveglia fino all’una di notte per vagare di nuovo per Via Po, Via Roma, per prendere i tram a Torino quando c’era la Pantera e i primi emigrati e c’ero anche io. Come mi e’ piaciuto, come mi sono divertita e ho scoperto che e’ stato fatto anche un film.