Category Archives: life

@ntnu @nrktrondelag

Jeg visste ikke jeg var på direkte. Reporteren spurte meg “hvorfor det er så få jenter her?” Jeg svarte at i dette instituttet så mange som 50% av doktorgradsstudentene er kvinner. Og jeg måtte flotte meg litt og jeg sa at da jeg begynte som leder i 2013 var det 20%. Han spurte meg “hvordan gjorde dere det?” Jeg svarte “vi ga oppmerksomhet” og “fake it until you make it”.

#mustafacan

Yet another wonderful audio book, I wake up at five two days in a raw to listen, walk, cry, smile. I recommend to all expecially those who left a place behind. Thanks @Jacqueline

Mustafa nasce in Turchia in un villaggio curdo ma quando ha sei anni si trasferisce in Svezia, per raggiunere il padre che gia’ lavorava li’ da sei anni. Mustafa e i suoi numerosi fratelli crescono e si integrano bene nella societa’ svedese. Ma la madre non si integra mai e Mustafa inizia a raccontare di lei quando lei e’ sul letto di morte nel 2005. Mustafa si e’ piu’ volte nella vita vergognato di sua madre, arrivata in Svezia analfabeta, che ha imparato uno svedese maccheronico, che e’ andata sempre in giro con lo scialle sulla testa. Mustafa non sa quasi niente della madre, dei suoi bambini morti prima che si trasferissero in Svezia, delle sue relazioni al villaggio di origine. In un viaggio all’incontrario si legge della Turchia dagli anni 50 a oggi, della Svezia dagli anni 70. Ci sono pochi riferimenti politici, il tema e’ la madre e il suo mondo interiore.

Anche se il tema e’ a volte patetico, l’autore non cede al pateticismo e ci da’ un messaggio positivo. Belle le citazioni del poeta svedese sull’emigrazione. Purtroppo avendolo ascoltato in audiolibro non ritrovo il nome del poeta.
Mustafa Can

@unipi @concitadeg #informatica #scienza #gender


Il corso di laurea in Scienze dell’Informazione compie cinquant’anni e io sono qui a godermi i festeggiamenti.
Le date che mi sono segnata: 1969 parte il corso di laurea; 1984 il primo dottorato; 1986 il primo collegamento internet; 1997 la prima rete a fibra ottica, tutto questo a Pisa.
In una meravigliosa stanza del teatro Verdi di Pisa, sotto un soffitto decorato da angeli e santi, quattro scienziate, una delle mie scrittrici preferite, e un gruppo di ragazze di un liceo locale, hanno condiviso successi, speranze, idee e qualche delusione sul tema scienza e donna (La Scienza delle Ragazze).
Nicoletta De Francesco, donna leader dell’universita italiana, ci ha insegnato che e’ importante coltivare i propri interessi che vanno al di la’ di lavoro e famiglia e ha consigliato di studiare il quantum computing. Fosca Giannotti ha spiegato in un linguaggio semplice e potente tematiche di Big Data. Concita ha commentato “Come mai google che regala tutto e’ piu’ che miliardario?”. Sandra Savaglio, professoressa di astrofisica ci ha parlato dell’universo, l’universo ha 14 miliardi di anni, io non mi sono mai interessata alle scienze della terra, ma da ieri si. Sandra e’ fidanzata con una bibliotecaria di Amburgo. Come ha detto la giornalista e scrittrice Concita Degregorio, sembrava un romanzo. Chiara Bodei ha ricordato alle ragazze che scienza vuol dire anche viaggiare nel mondo, non per far turismo, ma per conoscere le persone. Le ragazze hanno condiviso le loro storie, il loro interesse per la tecnologia e per la medicina. Concita ci ha ricordato che “anche se voi non vi occupate di politica, la politica si occupa di voi”.
Si e parlato di femminismo, della lingua italiana, di Fosca e Sandra che sono state proposte come modelle per le nuove Barbie della Mattel. Si e’ parlato di fuga dei cervelli. Concita ha detto una frase che mi e’ rimasta nel cuore “Le Facolta’ scientifiche bisognava essere ragazze ribelle per scieglierle” e “l’importanza delle donne nella scienza, non e’ solo importante per i diritti delle donne, e’ importante per la scienza”. Su quest’ultima ipotesi vorrei lavorare nei prossimi anni.

#Fiorirediinverno #nadiatoffa #libri

Non ho mai visto le iene e non sapevo chi fosse Nadia prima che morisse. Io vedo pochissimo la TV e ho solo RAI 1 per la maggior parte dell’anno. Ho acquistato questo libro all’aereoporto di Pisa e quando ho visto le luci del fiordo di Trondheim, lo stavo finendo. Non ho fatto niente di quello che mi ero riproposta di fare, un libro in piu’ e’ un po’ di lavoro in meno. Non e’ per niente melenso, e’ allegro e coraggioso, per non aver paura ci vuole il coraggio, e quello che conta e’ vivere (e ridere!), non quanto si vive. Lo consiglio.