Category Archives: life

GE@ICSE @vale_lenarduzzi @barabuhnova @eugain19122 @COSTprogramme @lafifaj @vale_lenarduzzi @informatics_eu @patricia_lago

Eyes will not be dry when we will start our GE@ICSE workshop today. We will remember our colleague Ivica and then we will not have other alternative to go ahead with zoom, midspace, the creative session, and all the small and big challenges and joys that such a day will bring. I thank Ivica, Informatics Europe, and all the people who came before EUGAIN and all my EUGAINers, in this case specifically Valentina, for being such a young motor for things to happen.

research for better researchers or for better world?

how much time and effort should (young) researchers spend to fit in a research community compared to the time and effort spent on understanding problems, finding solutions, evaluating them and generalize them?

While preparing my self for the weekend in my head the fragments heard this week

“I try to understand how sustainability (or even climate or gender or health is relevant to software engineering)”

“I try to convert my story in the language of another journal”

“I will never enter the ranking list of the best researchers”

“I am not an activist I am a researcher”

what to respond to these sentences? In my head and heart is exactly the other way around, software engineering and software engineering community (or whichever community) should be a tool to achieve these goals. please advice me as I have a long way to go. happy weekend

@polito #wearehere – sulla biomedica e la scelta del marito :-)

Ieri ho partecipato a un evento organizzato dal Politecnico di Torino

La registrazione e’ disponibile qui https://www.twitch.tv/weareherepolito

Una ragazza mi ha mandato questo messaggio a cui ho deciso di rispondere qui

Ciao, sono una ragazza che ha seguito la conferenza stasera col Politecnico. Innanzitutto complimenti per il tuo percorso di studio e lavorativo. Non vorrei disturbare, ma ci tenevo a farti delle domande che prima non ho fatto in tempo a scrivere. Ho sentito che hai parlato del conciliare famiglia e lavoro. È stato difficile? Hai dovuto fare sacrifici? Hai avuto paura che dopo la gravidanza venissi un po’ esclusa al lavoro? È possibile viaggiare e allo stesso tempo avere una famiglia? Io ci terrei tanto ad averne una, ma allo stesso tempo ci tengo a una carriera futura, e tutto ciò mi spaventa un po’. Inoltre vorrei intraprendere gli studi di ingegneria biomedica. Anche se non è il tuo campo, per caso conosci qualcuno o sei a conoscenza delle occupazioni che ha? Ho sentito che in Italia non è tanto sviluppato e ho paura di non riuscire a fare quello che mi piace. Sai invece com’è all’estero e dove posti in cui è sviluppato?

Rispondo sul punto ingegneria biomedica, credo che sara’ un campo in forte espansione. In Norvegia all’Universita’ di Tromsø sono esperti da anni in quella che inizialmente veniva chiamata telemedicina. Credo che la biomedica si intersechi con e-health. Con l’invecchiamento della popolazione, sara’ un settore in crescita. Io non avrei paura. Vai! Inizia al Politecnico e usa la rete dei docenti per avere informazioni su possibilita’ in Italia e all’estero.

Sul punto famiglia, certo si devono fare sacrifici, come in tutto nella vita. Il mio consiglio e’ non preoccuparsi se nei primi anni di doppia carriera (mamma+ingegnera/ricercatrice/lavoratrice) si va a rilento. Io ero sempre stata veloce a laurearmi, a arrivare ai primi traguardi, ma quando sono arrivati i due figli, ho visto persone piu’ giovani passarmi avanti. Li’ ho imparato a non paragonarmi agli altri. I giovani continuano a passarmi avanti, per numero di pubblicazioni, citazioni, popolarita’, ma la mia vita non e’ mica una gara! Un altro consiglio, scegli bene il marito e fai con lui questi discorsi in anticipo.

in bocca al lupo.

Alla ricerca del tempo perduto #Proust

Ci provo, a ascoltare Dalla Parte di Swann. Quando qualcuno mi chiede che voglio fare in futuro, quando qualcuno si annoia, penso che non ho ancora letto alla Ricerca del Tempo perduto. Come si fa a annoiarsi se non hai mai letto alla ricerca del tempo perduto? Tanti sono i classici che non ho ancora letto, forse non mi annoiero’ mai. Amo gli audiolibri, quasi piu’ dei libri. Mentre Marcel racconta delle sue zie, della sua nonna, di Francois, e’ inevitabile non pensare alla propria infanzia. Come Marcel anche io mi interessavo a tutte le zie, i visitatori, i libri. “Nonno e’ arrivato un signore” dicevo a mio nonno quando vedevo muoversi un ombra in giardino. Il nonno rideva che chiamavo tutti signori. Marcel non rideva mai. Io ridevo sempre. Che fortuna poter ricordare quelle risate.

Ma il venerdi di Pasqua non si poteva guardare la TV ne’ ridere ne’ mangiare la carne. La carne comprendeva anche il prosciutto e le salcicce che noi andavamo a mangiare di nascosto nello stanzino e quando ci beccavano erano urla e schiaffi, per lo piu’ scansati. Il venerdi di Pasqua a pranzo si mangiava il baccala’ coi ceci e intorno alle 15 si dovevano scorgere delle nubi nel cielo, perche’ era morto Gesu’. Il giovedi era stato un giorno movimentato con il giro delle sette Chiese, tanto annunciato tutto l’anno, ma poi sette Chiese non si visitavano mai, e il lavaggio dei piedi ne ricordo solo uno tanti anni dopo, quando a Roberta lavarono i piedi nella Chiesa del CEP.

Il sabato di Pasqua inziavano i preparativi per la Domenica, nessuno si curava piu’ del fatto che non si poteva ridere. Io pensavo – Gesu’ e’ ancora morto, non e’ ancora risorto, non si potrebbe ridere – ma arrivavano i miei cugini e ci si metteva a tavola, col vino, le posate d’argento. Cosa si mangiava il sabato non lo ricordo. Assaporo ancora le cotolette di agnello fritte del lunedi di Pasquetta. Erano squisite, la TV parlava della gita fuori porta, ma noi si stava a casa e in giardino. Quando i miei cugini andavano via, leggevo i libri con la copertina verde della nonna.

Buona Pasqua, buon ascolto!