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the #art of #conversation (#Italian translation below)

While Norwegian ask questions, often the same, often they do not remember what you answered before, Italian talk about them self. I think I master the art of switching between Italian and Norwegian culture, even if I am sure my Norwegian friends think I talk too much about my self, but in the last years I have started to notice that Italian people try to finish my sentences. Is this an Italian habit? Is this because I talk too slowly in Italian now? And what is funny that they guess the opposite of what I am going to say. For example
Letizia: “my oldest son has moved out and …”
Italian friend “you are sad”
Letizia “no I am happy”

Mentre i norvegesi fanno domande, spesso le stesse e qualche volta non ricordano cosa hai risposto la volta prima, gli italiani parlano di se stessi. Penso di padroneggiare l’arte di passare dalla cultura italiana a quella norvegese, anche se sono sicura che i miei amici norvegesi pensano che parlo troppo di me. Negli ultimi anni ho iniziato a notare che gli italiani cercano di finire le mie frasi. È un’abitudine italiana? È perché adesso ora parlo troppo lentamente in italiano? Illuminatemi. E la cosa divertente è che indovinano il contrario di quello che sto per dire. Per esempio:
Letizia: “mio figlio maggiore ora vive da solo e …”
Amica italiano “sei triste?”
Letizia “no, sono felice”

Seven sisters

lepoesie

Sto leggendo il romanzo di auster 4321 in cui uno dei protagonisti Amy va al college femminile Barnard legato alla Columbia university.

Siamo prima del 68 e ancora i college femminili e maschili in America sono divisi.

Penso alle mie amiche Marie e Jinane che alla fine degli anni settanta inizi ottanta vanno rispettivamente a fare L’undergraduate al Mount Holyoke e al Bryn Mawr.

Questi sono tre college di quelli chiamati seven sisters.

E mi ricordo una discussione con Marie nella loro cucina della casa di Ucsb in cui mi diceva che i college co-ed sono iniziati in America solo negli anni 70 del 900.

Io le rispondevo che la sorella di mia nonna era laureata in fisica a Pisa negli anni 20 del 900 e mia madre e le sue sorelle negli anni 50 del 900.

Che da noi l’università e’ sempre stata mista.

Si parla tanto di gender…

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#Educated @tarawestover

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You read Knausgård, you read Ferrante and you think that you will never find a book that is better than My Struggle or Neapolitan Novels. But then it happens again. I saw it first in a book shop in Trondheim. Educated addresses classical themes: religion, mental health, family, and gender. Tara Westover addresses these themes in such an innovative and, yes, educated way, that I would like to stop all my activities to read all the references she references to, I would like to travel to Idaho, to see how people live, to check if still there are no black people and children who do not go to school. I experience some inconsistencies in the book, like she drives when she is 15, or worst the descriptions of the physical deaseases, like brains coming out of the head, but it is a novel and even if it is a memoir, I do not complain about this. A fantastic book, a fantastic journey, congratulations Tara Westover.
.ps as when I read Knausgård I wonder how such a book can become a best seller because when I read I think that only me can understand.

#Audible, #Harrypotter e una frase di #Pirandello

Audible in italiano. Ora ascolto la scomparsa di Stefanie Mailer, lo avevo scelto perche’ e’ un giallo francese, ma e’ ambientato in un’ipotetica cittadina americana e narra di un 2014 che mi pare la preistoria. Non so se andare avanti. Dopo il meraviglioso Le otto montagne e il bel A proposito di lei, ho ascoltato tutto Se questo e’ un Uomo e ne sono uscita viva, ma parecchio depressa e allora ho dovuto ascoltare un Harry Potter, che ho visto mille volte e anche letto, ma non lo avevo mai ascoltato in italiano, del resto Via Col Vento lo vidi sei volte, Harry Potter ne merita dieci. Harry Potter lo consiglio a tutti, babbani e non babbani. Il magico potere del riordino lo ascolto per rilassarmi ormai so gia’ tutto del riordino e le sette brevi lezioni di fisica, ne ho ascoltate due con Geir in auto, ma da sola non ce la faccio. Pensare, che un tempo ero brava a fisica e matematica, ma ora se potessi starei sempre a leggere e ascoltare romanzi. A proposito, leggo Educated su kindle, e’ un libro bellissimo, ne riparleremo.
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Questa frase l’ho trovata su instagram.
„Sapete che cosa significa amare l’umanità? Significa soltanto questo: essere contenti di noi stessi. Quando uno è contento di sé stesso, ama l’umanità.“ — Luigi Pirandello, libro Ciascuno a suo modo

Origine: https://le-citazioni.it/frasi/562568-luigi-pirandello-sapete-che-cosa-significa-amare-lumanita-signifi/

Reidar.73

“How is Reidar?” This is the typical question I get when I go to conferences. Reidar is not in good physical shape, but the conversations with him are still about history, research, culture, Italy, China and the world, family histories. Never a complain about sickness, a gossip, and never a critique against anybody. Gratulerer med 73 år dag Reidar. Jeg håper jeg blir som deg.
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#G7 #onlymen #feminism #networking #mentoring #rolemodels

There are only men at G7 finance ministers and central bank governors’ meeting. When I see pictures like this, I get full of shame. What did my generation do? Why did we not understand before how important gender equality is? Why do we give up leadership positions? Why do men, in some countries, still judge female politicians from the way they look rather the way they work? Somebody understood very early, but things are going slow. I am more and more motivated to work with gender issues in IT and in leadership. And I am more and more grateful to my role models. Today I want to mention Berit Moltu, whom I met 30 years ago and she was reading Simone de Beauvoir and she was participating to feminist meetings and has been a fantastic door opener for me to my network in Norway. Because I believe that networking and mentoring are the key to improve gender balance.

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la magia e il dolore del riordino

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tra i miei ricordi piu’ belli, l’interail, il primo. era l’anno 1985, 4 ragazzi e io. Vienna, Monaco, la crocera sul Reno, Copenhagen, Amsterdam, Londra e Parigi. Non mi sono mai stancata nei 34 anni a venire di parlarne, di scrivere dettagli, di trasformarli, di immaginare come sarebbe stato, se un giorno di inverno di appena 5 anni dopo, Augusto e Giovanni e anche Nicola non se ne fossero andati. Il museo di Van Gogh mi aveva affascinato e il poster di Van Gogh mi ha seguito dappertutto, prima sui treni arrotolato in un tubo, poi a Pisa in camera mia sopra il letto, poi a Torino, nella mansarda di Via Calandra, in Via Sassari e in Via delle Rosine. E’ stato caricato su un camion nel 1997 da un paio di energumeni, ha attraversato di nuovo l’Europa e e’ arrivato in Klæbuveien, a Trondheim, da li’ in Steiberget 3 e poi qui in Osloveien 6, dove ha girato qualche stanza e poi e’ finito in soffitta. Ha spravvissuto ai periodici riordini e ieri e’ finito su finn.no, il sito norvegese delle vendite e degli scambi.
Un sabato mattina a Torino avevo comprato una lampada, ne scrivo nel libro Casa di Ringhiera, l’avevo amata dal primo momento e me l’ero trasportata a piedi come una lancia per le vie di Torino, urtando le signore vestite bene in via Po. L’avevo fatta aggiustare e anche lei, insieme al poster di Van Gogh era arrivata in Norvegia in un giorno di luglio di 22 anni fa. Da tempo, la lampada e il poster si facevano compagnia in soffitta e quando vado su, per prendere una valigia o una sedia in piu’ prima delle feste, mi son sempre fermata a guardarli, a pensare all’interrail e al baloon.
Ieri qualcuno li ha presi, due persone diverse. Cosi’ io, la lampada e il poster siamo sempre qui a Trondheim, saro’ sempre i miei ricordi, le persone e i luoghi che ho amato, il poster di Van Gogh e la lampada con le chitarre o i violini. Saro’ anche il mio futuro e senza tanti fronzoli e tanti macigni, pronta per nuove avventure.

A proposito di lei – Banana Yoshimoto

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Ascoltato in audible, in parallelo a mia sorella Roberta che aveva iniziato a ascoltarlo prima di me. Bellissime le descrizioni del giardino, della casa, delle relazioni. Anche nelle situazioni piu’ terribili e’ possibile vedere la bellezza, l’amore, l’ordine delle cose. Bravissima Banana, il sogno e’ essere in grado di scrivere un libro cosi’.

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