io ci spero

quando sono nata io il presidente era Saragat, o Zaragatte come sentivo dire in Toscana. Quando son nata io, in Svizzera le donne non potevano votare, in Italia non potevano diventare vigili urbani, ne’ poliziotte. Non c’era il divorzio, l’aborto era clandestino. Io leggevo, Oriana Fallaci scriveva Lettera a un bambino mai nato. Leggendo ho iniziato a sperare e a sognare. Volevo essere come Oriana Fallaci che viaggiava per il mondo a intervistare le persone famose. Un po’ mi confondevo, certo, perche’ leggendo le parole di Oriana, o piu’ tardi di Simon de Beauvoir, che e’ antecedente a Oriana ma che io ho letto dopo, pensavo che il mondo fosse gia’ cambiato. Ma il mondo e’ cambiato piu’ lentamento ma e’ cambiato. Negli anni 80 in Norvegia e’ salita al potere, Gro Harlem Brundtland, una grande leader e innovatrice sociale (le idee dello sviluppo sostenibile sono nate anche grazie a lei) e poi Angela Merkel che per anni ha guidato un paese combinando scienza e politica. In Finlandia Sanna Manin, ci ricorda che e’ possibile.

Ecco lo sapete? Io ci spero, che i discorsi su Berlusconi presidente della Repubblica li portera’ via il vento e che l’Italia avra’ una nuova presidentessa o un presidente piu’ giovane di idee, piu colta, piu’ diverso, piu’ inclusiva che faccia vedere al mondo che l’Italia spera. Io ci spero.

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